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Sarà la città di Pordenone, con l’Istituto Regionale di Studi Europei, ad ospitare da domani a sabato la prima Sessione 2020 in Italia dell’European Youth Parliament, il Parlamento dei Giovani Europei, associazione internazionale che raggruppa e coordina 40 Comitati Nazionali che lavorano a livello nazionale per la promozione dei valori del rispetto, del confronto e dell’autonomia di pensiero. Ogni anno Eyp coinvolge oltre 30.000 giovani cittadini europei in quasi 500 eventi in ogni angolo d’Europa, organizzati da oltre 3.000 giovani volontari: per tutti una grande opportunità, quella di arricchire il proprio bagaglio culturale e le capacità personali, ponendosi come un momento di incontro e scambio per la creazione di un’Europa unita nel rispetto delle diversità.

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All’Irse, nella sua sede a Casa Zanussi (via Concordia 7), per quattro giorni in sessioni mattutine 9-13.30 e pomeridiane 15.30-19 sarà dunque di scena la prima Sessione Regionale 2020 del Parlamento Europeo Giovani/European, che vedrà protagonisti 25 giovani coordinatori provenienti da Polonia, Portogallo, Croazia, Serbia, Albania, Finlandia, Grecia, Romania, Turchia, Italia, con 85 studenti di 9 scuole italiane: 6 con sede in Friuli Venezia Giulia, 2 in Veneto (Treviso e Vicenza) e 1 a Mantova. Lingua ufficiale per i lavori programmati dal 19 al 22 febbraio nelle aule e nell’Auditorium di Casa Zanussi sarà naturalmente l’inglese. L’evento si focalizzerà su temi di grande attualità e affronterà anche il rapporto tra progresso tecnologico e progresso umano e sociale, uno dei punti chiave delle giornate pordenonesi. Sabato, alle 10 in auditorium, apertura dei lavori assembleari con i saluti di Laura Zuzzi, presidente dell’Irse, e di Guglielmina Cucci, assessore alle politiche europee del Comune di Pordenone.

“Il progresso rispetta tutti noi?” Si legge in una prima presentazione della Sessione pordenonese, realizzata grazie all’accurata organizzazione volontaria di due studenti del Liceo Scientifico Grigoletti: Enrico Zonta e Giulia Bagatella, preparati dai loro insegnanti. “… La tecnologia può compromettere in qualche modo alcuni aspetti della vita delle persone? Dovremmo come società tracciare dei limiti?” E ancora “Anche in questo territorio del Nordest italiano, con molte aziende innovative noi giovani dobbiamo spingere a investire nella ricerca e coinvolgerci a tracciarne le motivazioni”. “… Ci coinvolgeremo anche in temi della sicurezza energetica, della sicurezza del web, delle politiche di inclusione”. Interrogativi e linee guida che certamente prospettano un lavoro intenso e al tempo stesso appassionante.

La prima Sessione Regionale 2020 a Pordenone, con l’alto Patrocinio del Comune, è promossa grazie al sostegno dell’IRSE – Istituto Regionale Studi Europei del FVG e con un sostegno specifico e la collaborazione dell’Assessorato Politiche Europee del Comune di Pordenone – Servizio Europe Direct; dell’AICCRE, Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa.

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In copertina e qui sopra giovani che credono negli ideali europei.

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