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di Giuseppe Longo

Un momento storico quello che è annunciato per domani, ultima domenica di giugno e ricorrenza dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, per l’antica Pieve di Nimis. La Messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Udine – che si terrà alle 11 nel Duomo di Santo Stefano e non, come sarebbe stato richiesto dalla tradizione, nella Chiesa matrice dei Santi Gervasio e Protasio, i Patroni celebrati domenica scorsa: evidentemente, la scelta è stata dettata da questioni di sicurezza sanitaria, data l’ampiezza della comparrocchiale – segnerà l’avvio di una nuova, importante esperienza pastorale. Il presule presenterà, infatti, ufficialmente il nuovo responsabile legale delle Parrocchie di Nimis e Torlano, don Federico Saracino, che ha accettato l’incarico dopo la rinuncia amministrativa da parte di monsignor Rizieri De Tina, che ha offerto alla Curia la disponibilità, molto apprezzata, di rimanere in paese per la cura delle anime. Avendo compiuto 75 anni il primo gennaio, l’attuale arciprete, come prescritto dalle norme canoniche, aveva dovuto infatti presentare le dimissioni dalla guida diretta che è stata appunto affidata al parroco di Faedis e Campeglio.

Monsignor De Tina alla Messa per i Patroni Gervasio e Protasio.

E sta proprio in questa novità la svolta storica per la Pieve di Nimis che, con l’antica Chiesa sulle colle di Ariba, affonda le sue origini nei primi secoli del Cristianesimo. Per la prima volta, dopo oltre 400 anni, non avrà un parroco residente. E chissà se questo in futuro sarà ancora possibile, vista la perdurante carenza di sacerdoti che, evidentemente, è stata anche alla base dell’attuale decisione. Dal 1600, infatti, i pievani hanno sempre dimorato in paese – prima avevano abitato per lungo tempo ad Attimis – e alla fine del 1800 la Pieve fu gratificata con l’attribuzione del titolo onorifico di “monsignore” ad Agostino Candolini, stabilendo che questo questo fosse automaticamente spettato ai suoi successori, come è infatti avvenuto per Beniamino Alessio, Eugenio Lovo, Luigi Murador e Rizieri De Tina, pievano-arciprete dall’ormai lontano 1984 (e pure vicario foraneo fino alla recente riorganizzazione), ma in paese da ben 42 anni! Un riconoscimento – ma don Rizieri potrebbe essere l’ultimo parroco ad averlo in seguito alla riforma di Papa Francesco – che attingeva, appunto, all’importanza storica che la Pieve di Nimis rivestiva già nell’ambito del Patriarcato di Aquileia, quando la Chiesa matrice era “Plebs sclaborum”, ovvero polo di evangelizzazione dei popoli d’influenza slava, soprattutto nei paesi a est del Cornappo, ma anche fra le montagne prealpine. Ruolo che era impersonato da un vicario slavo, mentre quello friulano operava nella Chiesa di Santo Stefano in Centa, demolita dopo il terremoto di 44 anni fa, trasferendo il titolo del protomartire al Duomo voluto da monsignor Alessio per “disegnare” un nuovo centro nel paese che immaginava molto più grande di quanto, in realtà, fosse poi avvenuto.
La Pieve di Nimis offre quindi il pretesto per una nuova “sperimentazione”. Nuova perché la precedente era stata attuata già nel 1978 – a due anni dal sisma -, quando l’allora arcivescovo Alfredo Battisti inviò, alla rinuncia di monsignor Lovo, quattro giovani sacerdoti con l’intento di creare un “pool” per una pastorale di zona, in considerazione della carenza di vocazioni che già cominciava a manifestarsi: Luigi Murador, Rizieri De Tina, Luigi Gloazzo, attuale presidente della Caritas diocesana e parroco di Povoletto, e Flaviano Veronesi. Quest’ultimo e don Murador sono, purtroppo, scomparsi prematuramente. Una “formula” innovativa che avrà appunto il suggello della ufficialità con la cerimonia di domani mattina, quando l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato presenterà il nuovo rappresentante legale, don Federico Saracino, 54 anni, originario delle Valli del Natisone, sacerdote dal 1993 e che oltre a essere parroco di Faedis e Campeglio è anche Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano. Prenderà così il via un “governo” a due della storica Pieve. E anche questo è un segno dei tempi…

La storica Pieve in festa.

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In copertina, don Federico Saracino, da domani nuovo responsabile delle parrocchie di Nimis e Torlano. 

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