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di Gi Elle

E ora basta cemento! Grado ne “taglia” mezzo milione di metri cubi, dando una decisa sterzata alla politica urbanistica dell’isola, nell’intento di privilegiare l’ambiente e il paesaggio lagunare, elementi di grande bellezza che si coniugano con la storia del “Castrum” fatto di preziose Basiliche e di suggestivi calli, campi e campielli, tutti fattori imprescindibili nella costruzione dell’appeal turistico. Il consiglio comunale ha infatti adottato all’unanimità (con la maggioranza hanno votato sì anche i consiglieri Dario Lauto, Luciano Cicogna e Claudio Kovatsch) la variante generale alla componente strutturale del Piano regolatore generale.
Due anni di percorso preparatorio, coordinato dall‘assessore Fabio Fabris, già approdato nella civica assemblea per l’approvazione delle direttive prioritarie nel febbraio 2018, che segna un cambiamento epocale per Grado e per tutto il suo territorio. In numeri, secondo quanto emerso durante la seduta, il tutto si può sintetizzare così: 488 mila metri cubi di cemento in meno e 2 mila posti letto in più.
Tradotto: una Grado vista come città per le persone, che riporti al centro la propria comunità, tutelando e appunto valorizzando i luoghi della sua identità, rivedendo i rapporti con il turismo in termini di reciprocità e multifunzionalità, investendo sulla qualità della città pubblica intesa come sistema di servizi e infrastrutture strategicamente localizzati, nonché opportunamente dimensionati per potere rispondere ed adattarsi al quotidiano carico residenziale e al sovraccarico turistico stagionalizzato. Insomma, un percorso in sintonia con la linea politica seguita dall’amministrazione guidata dal sindaco Dario Raugna.

Il sindaco Dario Raugna.

La variante adottata dal consiglio comunale ridisegna, dunque, in maniera sostanziale le previsioni edificatorie esistenti con importanti tagli alle volumetrie ed alle altezze nelle aree di espansione ed importanti modifiche nelle destinazioni d’uso.
E’ la variante più coraggiosa – si è sottolineato – che sia mai stata approvata da un consiglio comunale a Grado: dopo il peso della speculazione edilizia, vengono infatti spazzate via tutte le seconde case dalle lottizzazioni dell’ambito G1 riuscendo a mantenere in quell’area il già ricordato appeal turistico, togliendo altresì il consumo del territorio per la costruzione di beni che non servono alla comunità isolana.
“Viene in questo modo data centralità – osserva l’amministrazione Raugna – alla possibilità di crescita della nostra gente, delle nostre imprese e degli imprenditori che hanno così l’opportunità di affermarsi sulla nostra isola in equilibrio tra l’impatto antropico e l’ambiente, attraverso valide alternative per uno sviluppo coerente del nostro territorio soprattutto nelle zone di espansione sulla città ‘in divenire’, ovvero la zona ex Cavarera e la Sacca oltre a tutto il sistema ‘campeggi’ che si espande da Sacca a Primero, e da cui dobbiamo ripartire”.
Per cui le aree di espansione residenziale previste dall’attuale pianificazione dovranno essere ridimensionate in base all’effettiva richiesta e contenere una quota parte di edilizia convenzionata, ed in parte riconvertite in aree destinate alla ricettività alberghiera o ad una infrastrutturazione più leggera come quella prevista per la ricettività all’aria aperta con i relativi servizi. Vengono di fatto ridotte le seconde case, favorendo invece l’edilizia convenzionata per i gradesi, riconvertendo i macrolotti con l’obbligo di procedere per stralci funzionali.

Scendendo ulteriormente nei dettagli, nell’attuale Valle Goppion, la zona artigianale (che diventa zona-mista), i macrolotti vengono convertiti in lotti di dimensioni più contenute con la possibilità di realizzare anche la “casa del custode”. Nell’area ex Cavarera (sotto ambito 2) viene mantenuta la destinazione residenziale ma con un indice 0,8 di metri cubi e un’altezza massima di 7 metri e mezzo. E che dovrà riservare il 40% a edilizia convenzionata, ovvero case a basso costo per i gradesi. Invece, nell’area ex Cavarera (sotto ambito 3, parte dell’ex Zamparini city) sono vietate la residenza e la residenza turistica. Nell’ex comparto A della Sacca, la così detta “area Baffi”, l’indice viene poi ridotto da 2,82 metri cubi per metro quadro a 1,5.
Inoltre, l’ex comparto B della Sacca (Grado 3) viene completamente rivisto, in termini di funzioni e parametri, passando da un indice di 1,04 a 0,4 metri cubi per metro quadro, mentre la volumetria drasticamente ridotta da 267.490 a 103.404 mc e viene eliminata completamente la destinazione residenziale, valorizzando invece quella ricettiva, direzionale, sanitaria, ricerca tecnico-scientifica, commerciale al dettaglio e verde. È prevista inoltre la rifunzionalizzazione dell’ex Strada della Rotta.
E l’ambiente rurale, che ha nelle frazioni di Boscat e Fossalon il suo baricentro? Lo spazio agricolo a est della Cavarera, ovvero la parte più estesa dell’ex Zamparini city viene riclassificato come agriparco, incardinato sul turismo esperienzale, produzione agricola specializzata, ricettività diffusa, fattorie didattiche e ristorazione, riducendo l’attuale indice da 0,8 a 0,03 metri cubi per metro quadro.

La variante urbanistica, insomma, segna un cambio di rotta netto rispetto al passato, privilegiando destinazioni utili a un corretto sviluppo del territorio, mettendo al bando le seconde case e conservando la residenza solo in due ambiti dove però almeno il 40% deve essere di tipo convenzionato. “Il lavoro non è di certo concluso – osserva infine la giunta guidata dal sindaco Raugna -, perché ora si aprirà il confronto con tutti gli enti coinvolti per poter arrivare all’approvazione definitiva della variante, ma il primo passo è stato compiuto“.

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In copertina, suggestivo scorcio  di Grado sul Lungomare Nazario Sauro.

 

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