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di Mariarosa Rigotti

Da qualche giorno è disponibile sugli scaffali “Fin Cumò”, il primo album da solista del Dj Tubet: per i tanti fan del musicista di Nimis, Mauro Tubetti, che lo hanno già ascoltato su Spotify, il cd adesso lo si trova all’Angolo della Musica di Moreno Micoli, in via Aquileia, a Udine. Una scelta non casuale, infatti, come sottolinea lo stesso rapper: «Micoli è sempre stato vicino agli editori e alla discografia regionale, ospitando prima della pandemia la presentazione di cd e libri». Ma anche dettata, appunto, «dal ruolo che Moreno ha sempre avuto e all’attenzione per la musica locale».

Dj Tubet con Moreno Micoli.

E già in molti non si sono lasciati perdere l’occasione di portarsi a casa il cd, edito da “Centedischi” – e con questo l’opportunità di ascoltare rap & reggae in friulano e in altre lingue del mondo -, tra questi anche artisti friulani come Rocco Burtone. “Fin Cumò”, uscito online i primi di dicembre, come è noto, rappresenta una raccolta dei migliori singoli usciti tra il 2011 e 2020 in un percorso vario in movimento tra lingue, culture e tradizioni apportate dalle collaborazioni recenti con altri artisti europei e pure extraeuropei. Ė un cd che spicca nello scaffale anche grazie alla copertina dove c’è Tubet che con le mani forma una “F”, lettera che rappresenta una sorta di traduzione friulana dei “gang signs” americani, in cui gli artisti mostrano a gesti la zona di affiliazione o appartenenza a una gang. Lo scatto così efficace è di Mario Pontoni, una foto originale di studio da cui si è arrivati alla rielaborazione grafica dell’intero progetto di copertina curato da “Friûlpoint” (la grafica del disco appartiene al brand di abbigliamento ed è influenzata dalle sonorità dell’album, oltre ad essere colorata in stile anni Novanta). Il progetto, va rammentato, è interamente “Made in Friûl” (anche con i crediti del disco in “marilenghe”) e con le foto all’interno del Dj in abbigliamento “glocal” (da citare le scarpe della ditta friulana “Re-Born Shoes” che produce calzature con materiali riciclati).
E se tutti conoscono Tubet per la sua attività di musicista, non va trascurato il suo impegno con i giovani e giovanissimi grazie alla sua pedagogia hip hop. Materia nell’ambito di una cultura, quella hip hop appunto, riconosciuta da Unesco e Onu come patrimonio dell’Umanità. Quella di Mauro Tubetti, va sottolineato, rappresenta uno dei primi esempi in Italia di quella che viene chiamata, appunto, hip hop pedagogy e Tubet concretizza ciò proponendo quello che viene chiamato un “concerto-lezione”. Come curiosità, le ultime lezioni sono state fatte collegandosi con gli istituti di Varmo, Codroipo e Povoletto: «Trasmettevo – ricorda – contemporaneamente in più classi, riuscivo a coprire un’intera scuola in una giornata. Un sistema, questo, certo utile in futuro». E al percorso con i giovani si aggiunge il suo impegno di divulgatore con gli adulti.

Il rapper mentre parla ai giovani.


Tornando ai ragazzi, nel dettaglio Tubetti realizza, come detto, un progetto di concerto-lezione. Questo format gli permette di fare le canzoni che hanno temi “tattici”, per esempio, sono centrati sul Friuli e la sua storia, ma anche, sul sistema di valori come il rispetto delle differenze. Viene data attenzione pure alle lingue, alla poesia «che può essere rappabile, propongo anche Dante o le filastrocche popolari». Tutti argomenti, aggiunge Mauro Tubetti, «che sono funzionali a un approfondimento scolastico. Ottengo il massimo coinvolgimento, i ragazzi interagiscono con me nel cantare parte dei ritornelli, “giocare” a chiamata e risposta, interagiscono fornendo parole o inventando le rime all’interno di un gioco di improvvisazione». E alla fine, anche un “dono” del Dj agli studenti: «Lascio loro anche un metodo che si basa sullo schema free style rap che permetterà loro di riuscire a improvvisare dopo due-tre mesi di esercizio».
Tecnica, ma non solo, quello che trasmette il musicista di Nimis. «C’è molto da dire a livello filosofico -aggiunge -, riuscire a trasmettere amore per la creazione artistica e l’interesse per la letteratura e la storia. Trasmettere l’idea che puoi essere un bravo rapper ed essere una persona pulita. “Scioccare” i ragazzi mostrando che si può essere persone propositive, colte pur facendo un genere che per stereotipo è il contrario». Insomma, uno stile di vita lineare che, usando il gergo, si richiama allo “straight edge”.
«La mia idea – spiega ancora Tubet – è che non basta insegnare valori antichi di questa cultura antica. Adesso i ragazzi ascoltano il trap, io insegno ai ragazzi che tutto quello che vedono rappresenta l’ultima fase di un movimento più completo e interessante. Non si può insegnare ai ragazzi il rap senza la storia e la cultura afro-americana degli ultimi cento anni. Insegno nelle scuole un minimo di analisi del linguaggio di questi testi come funzionano le lingue base di questa cultura. La mia visione artistica è fare sempre un parallelismo tra queste culture e la nostra friulana per riuscire a riproporre una visione artistica che sia coerente».
E a questo riguardo anche un accenno sulla “F” che Tubet compone con le mani sul cd da poco uscito: «Se faccio la “f” di Friuli è come se il Friuli fosse una gang, tutto il lavoro fisco del disco è una sintesi, una simbologia della mia conoscenza di questo fenomeno, i colori giallo blu rosso sono le nostre bandiere, in pace e in guerra». Tubetti fa anche un parallelo tra il comportamento di chi è giamaicano in America, paragonandolo «allo stesso senso di spaesamento di noi friulani che dobbiamo dialogare con altre culture e lingue. La mia preoccupazione è essere una persona che cerca di fare un po’ il Piero Angela, di dare in pillole per suscitare la curiosità, importante è portare avanti la nostra cultura».

Tubetti con Rocco Burtone.


Tubetti, abbiamo detto, oltre alle lezione online anziché in presenza in questo periodo di pandemia può vantare, accanto alla musica naturalmente, un cammino ricco di tappe diverse. «Ho fatto queste attività – ricorda – per l’Università di Udine, nelle scuole di ogni grado della regione, per i sindacati e l’Ires, negli spettacoli per bimbi al Teatro Giovanni da Udine, per la capitale europea della cultura nei Paesi Bassi nel 2018, per l’Arlef e per l’Ente Friuli nel Mondo». Inoltre, alcuni di questi progetti sono stati realizzati a conclusione di percorsi di ricerca e azione sul territorio e sono culminati con video e canzoni e pure raccolte di fondi di solidarietà.
Mentre parlando di letteratura, Tubet è stato impegnato con i suoi allievi in analisi del linguaggio poetico, nell’insegnamento della lingua friulana con corsi di perfezionamento per insegnanti, in spettacoli in aula e pure nella divulgazione della storia della letteratura del Friuli.
Invece, guardando al sociale, Dj Tubet ha affrontato un tema come il bullismo all’interno di una ricerca-azione su questo problema, ma si è soffermato anche sull’integrazione, la multicultura e l’educazione al plurilinguismo. Sempre per i giovani, c’è stata la sensibilizzazione al sentimento europeo; non sono mancati i laboratori con ragazzi diversamente abili, l’impegno in contesti di dipendenza e devianza giovanile, oltre all’educazione alla legalità anche nella casa circondariale di Udine; ha pure affrontato un argomento come la parità di genere.
Guardando agli adulti, va ricordata l’educazione alla sicurezza in contesto aziendale, l’intrattenimento durante conferenze scientifiche e corsi di aggiornamento, incursioni artistiche in spettacoli di teatro-scienze volti a divulgare concetti matematici, fisici o legislativi. Insomma, un artista a tutto campo, Mauro Tubetti e non per niente del suo lavoro si sono interessate anche riviste del settore ben oltre i confini regionali; un artista, Dj Tubet, di cui i friulani certo, ma passi una nota di campanilismo, i suoi compaesani di Nimis, in particolare, sono fortemente orgogliosi.

E con un pubblico giovane a Udine.

Foto © 2019 Paolo Jacob / Phocus Agency

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In copertina, il cd del Dj Tubet esposto negli scaffali dell’Angolo della Musica a Udine.

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