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(g.l.) “Una tappa che entrerà negli annali non solo perché disputata in una situazione di emergenza sanitaria ancora in atto, ma anche per l’unicità del luogo individuato dagli organizzatori per l’avvio della frazione”. Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ieri in occasione della partenza della 15ma Tappa del Giro d’Italia da Rivolto, all’interno della base aerea che ospita la Pattuglia acrobatica nazionale, e che si è conclusa dopo 185 chilometri a Piancavallo. Era la prima delle due tappe ritagliate in Friuli: la seconda, come è noto, dopo la pausa odierna, è in programma domani e collegherà Udine con San Daniele dopo un percorso che va dal Rojale alle Valli del Natisone, del Torre e del Cornappo per poi raggiungere il Sandanielese con il suggestivo Monte di Muris, per un totale di 229 chilometri. Assieme al vicegovernatore Riccardo Riccardi e a vari esponenti dell’esecutivo, Fedriga ha assistito alle operazioni preliminari che hanno visto i corridori firmare il libro gara per poi schierarsi lungo la pista di decollo per assistere il passaggio degli Aermacchi B-339 che hanno rilasciato in cielo il caratteristico fumo tricolore della bandiera Italiana.

“Quello di oggi – ha detto il governatore, come riferisce Arc – è un evento straordinario che lascerà un segno nella storia del Giro d’Italia. Organizzare una partenza all’interno di una base militare è una cosa più unica che rara, resa ancora più complessa, purtroppo, a causa dell’emergenza Coronavirus. Anche se la presenza del pubblico è stata ridotta per garantire che la manifestazione si potesse svolgere in totale sicurezza, l’affetto degli appassionati non è venuto meno. Per questo motivo la Regione rivolge un doppio plauso agli organizzatori che, nonostante le mille difficoltà, sono riusciti comunque a portare a compimento un evento che ci darà una visibilità internazionale, grazie anche la fascino dello spettacolo garantito dalle Frecce Tricolori”.
Sulla linea di partenza c’era anche il capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza, il prefetto Franco Gabrielli, che prima di dare il via alla gara, ha avuto modo di incontrare per un saluto il governatore. Fedriga ha poi dovuto annullare le altre presenze programmate lungo la tappa perché impegnato nelle videoconferenze con il Governo sull’evoluzione della pandemia e la valutazione delle contromisure da mettere in atto.
Dal canto suo, il vicegovernatore ha posto in evidenza il fatto che la presenza del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia sia l’esempio della possibilità, con le giuste precauzioni, di convivere con il virus. “Nonostante l’emergenza ancora in atto – ha detto Riccardi – manifestazioni come queste ci fanno capire la necessità di andare avanti con la vita di tutti i giorni nel modo più normale possibile, mantenendo il rispetto di alcune fondamentali precauzioni. Non possiamo negare che ora vi siano delle difficoltà oggettive ma con il buon senso, intelligenza, equilibrio e determinazione anche queste situazioni possono essere affrontate a testa alta e vinte”.

“Quando una manifestazione come il Giro d’Italia dà spazio al Friuli Venezia Giulia promuovendolo in 167 Paesi del mondo, si capisce che abbiamo fatto centro perché non sono molte le manifestazioni in grado di garantire una visibilità così importante”, ha fatto loro eco in Piancavallo l’assessore regionale alle Attività produttive con delega al Turismo, Sergio Emidio Bini, al traguardo della tappa numero 15 della “corsa rosa”. L’esponente dell’esecutivo Fedriga, dopo aver partecipato alla cerimonia di premiazione del vincitore della tappa, del leader della corsa e delle varie maglie, ha espresso la sua soddisfazione per la presenza in Friuli Venezia Giulia della grande manifestazione ciclistica “una gara che ormai è diventata di casa nella nostra regione. È questa una prova sicuramente tra le più importanti al mondo sotto il profilo sportivo ma è anche un grande volano per la promozione dei territori attraversati, con il suo grande carico di entusiasmo e passione capace di trasferire tanto agli spettatori a bordo strada quanto a coloro che seguono gli atleti dalla tv”.

E proprio l’aspetto televisivo è stato quello sul quale si è soffermato l’assessore regionale ricordando come le riprese siano in grado di portare nelle case dei telespettatori di tutto il modo degli spaccati e delle eccellenze del nostro territorio. “Questa mattina dalla base di Rivolto – ha detto Bini – penso si sia regalata ai telespettatori una inimitabile cartolina del Friuli Venezia Giulia, con il tricolore “srotolato” dagli aerei della Pattuglia nazionale, orgoglio italiano e della nostra regione. Ma anche la salita di Piancavallo è stata ricca di suggestioni, con i colori dell’autunno che hanno dipinto la parte finale della gara”.
Quanto al futuro, Bini fa sapere che la Regione è già al lavoro. “Con Enzo Cainero, patron delle tappe in Friuli Venezia Giulia, c’è sempre un dialogo aperto. Stante la situazione di emergenza sanitaria, diventa difficile compiere delle programmazioni ma partiamo da una posizione di vantaggio, perché quando il Giro d’Italia chiama, noi siamo sempre pronti a rispondere”.

E nell’attesa di domani, a Udine (Loggia del Lionello) ultimo spettacolo di Dino Persello dedicato al Giro.

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In copertina e all’interno la tappa di ieri dall’Aerobase di Rivolto, con il saluto ai ciclisti da parte delle Frecce Tricolori, all’arrivo a Piancavallo.

(Foto Regione Fvg)

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