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Con un debutto di altissima suggestione – la prima assoluta dello spettacolo “Come gigli nel campo. Storie ordinarie di miracoli”, venerdì 13 novembre, nel Duomo di San Marco a Pordenone, protagonisti Simone Cristicchi e il monaco serbo-ortodosso Otac Benedikt – e con un nuovo filo rosso triennale dedicato a “Trinitas. Trinità dell’umano”, riparte il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, che festeggia il traguardo della sua 29ª edizione. Promosso da Pec – Presenza e Cultura con il Cicp – Centro Iniziative Culturali Pordenone, è in programma da agosto a dicembre in molte sedi del Friuli Venezia Giulia.
L’edizione 2020 del Festival, come sempre curata dai direttori artistici Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, inaugura un percorso musicale, artistico e culturale, che scandirà la programmazione 2020–2022 e prenderà avvio, quest’anno, con un’appassionata esplorazione del “Pater”. Sarà un’edizione costellata da prestigiose produzioni musicali, come l’intenso concerto di narrazione a due voci con il cantautore e compositore Simone Cristicchi (voce e chitarra) e Otac Benedikt (benedettino del monastero Dečani, in Kosovo, la più grande Chiesa medievale dei Balcani con il più vasto affresco bizantino conservato fino a noi); e come l’evento inaugurale, affidato alla Schola Cantorum del Pontificio Istituto di Musica Sacra, e il viaggio nella scrittura musicale rinascimentale proposto dall’Odhecaton Ensemble. Il Festival includerà anche un ricchissimo programma di eventi collaterali ad integrazione dell’approfondimento dedicato al “Pater”: le grandi mostre d’arte in varie sedi della provincia di Pordenone fra le quali spicca l’omaggio al fotografo Danilo De Marco, il cartellone di sette concerti di grande respiro internazionale, in programma tra ottobre e dicembre, anticipati già nel periodo estivo, una masterclass di organo, un articolato palinsesto di incontri e convegni legati al tema del “Patriarcato aquileiese”.

I Madrigalisti di Intende Voci.

Il programma del Festival è stato presentato ieri mattina a Pordenone dai direttori artistici Calabretto e De Nadai, con i promotori don Luciano Padovese (presidente Pec) e Maria Francesca Vassallo (presidente Cicp), l’assessore alla Cultura della Regione Fvg Tiziana Gibelli e l’assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Pietro Tropeano. Ma in video sono intervenuti anche il compositore e cantante Simone Cristicchi e Francesco Maria Perrotta, presidente di ItaliaFestival, circuito nazionale che include il Festival internazionale di Musica Sacra di Pordenone e che nel suo direttivo ha inserito proprio il maestro Franco Calabretto.
«Sarà un Festival di fiducia per una ripresa completa di tutta la realtà, anche culturale, gravemente ferita dallo tsunami mondiale della pandemia. L’ispirazione di tutto il programma triennale del Festival si richiama al concetto di trinità, sacro pur nella sua radice umanissima di Padre, Madre e Figlio. Un riferimento senza dubbio alla Bibbia ebraico-cristiana, in cui il Padre è l’iniziatore di ogni cosa; ma anche richiamo alle altre religioni», ha spiegato don Padovese, presidente di Presenza e Cultura.
«Due grandi novità caratterizzano questa 29ª edizione – ha sottolineato Maria Francesca Vassallo che guida il Cicp –, da un lato l’ingresso del Festival fra i progetti triennali sostenuti dalla Regione Fvg; dall’altro, l’adesione ad ItaliaFestival, rete nazionale che include i maggiori festival nazionali di musica e spettacolo, sotto gli auspici dell’Agis. Due riconoscimenti che sostengono la ripresa e la partenza di questa edizione che ha cercato la forza per ripartire “a qualunque costo”, così come l’intero sistema dello spettacolo dal vivo. Nonostante le grandi difficoltà siano ogni giorno sotto gli occhi di tutti».

Karl Prassl

Saranno sette i concerti in programma tra ottobre e dicembre: di grande suggestione l’appuntamento in programma venerdì 13 novembre, alle 20.45, nella Concattedrale di Pordenone “Come gigli nel campo. Storie ordinarie di miracoli”, un viaggio di musica e parole alla scoperta del Kosovo, con Simone Cristicchi e Otac Benedikt, monaco della Chiesa ortodossa serba di Dečani, un’antologia di storie e di vite, di Re che diventano Santi ma anche di eremiti e criminali, di monasteri presidiati dall’esercito per pericolo di attentati terroristici, di pogrom e di Chiese date alle fiamme.
Ma il cartellone musicale prenderà avvio lunedì 26 ottobre, sempre alle 20.45, con l’inaugurazione affidata al Canto gregoriano, fonte da cui nasce e si sviluppa tutta la tradizione sacra occidentale, con protagonista la Schola Cantorum del Pontificio Istituto di Musica Sacra diretta da Karl Prassl, appuntamento a cui risponderà a distanza il 24 novembre il progetto nato in rete con partner regionali dedicato al canto aquileiese patriarchino con l’esecuzione di Odhecaton Ensemble, un’esemplificazione della ricchezza di linguaggi e forme musicali (sequenze, discanti, mottetti, inni, mottetti celebrativi, madrigali ecc.) praticate tra XV e XVI secolo nella vasta area del patriarcato, luogo di incontro di lingue e culture diverse e di scambi di conoscenze.

Il fil rouge del cartellone musicale abbraccia appunto la figura del Padre, dal progetto realizzato dal trio lituano Canto Fiorito incentrato sulla musica devozionale del primo ‘600 con Renata Dubinskaite voce, Rodrigo Calveyra cornetto e flauto dolce e Andrea Buccarella all’organo, fino al concerto corale diretto da Mirko Guadagnini dedicato al Te Deum con i Madrigalisti di Intende Voci. E ancora il tributo al padre della Chiesa Sant’Agostino, cui è dedicato il concerto dell’ensemble milanese Virgo Vox, o al padre della scrittura musicale occidentale Johann Sebastian Bach, cui è dedicato il concerto conclusivo della masterclass di organo (a settembre) a cura di Elisabeth Zawadke.
La forza del Festival Internazionale di Musica Sacra sta proprio nella poliedricità del programma che si estenderà per tutto l’autunno con qualche anticipazione già nel periodo estivo. Tra gli eventi collaterali, quest’anno, un’incursione nel teatro “semiserio” de I Papu (il 14 dicembre) che proporranno uno spettacolo commissionato dal Festival in cui la leggerezza comica e narrativa del duo formato da Andrea Appi e Ramiro Besa aprirà uno squarcio sull’approfondimento storico in “Portus Naonis: i Papu incontrano mercanti, signori e popolo tra barche e lingue diverse” (in partenariato con l’Università della Terza Età di Pordenone).

Virgo Vox

Densissimo il cartellone di eventi collaterali, che prevede tre mostre d’arte tra cui la personale “Negli occhi dei ribelli” del fotografo friulano Danilo De Marco in mostra dal 12 settembre al 25 ottobre nella Chiesa San Lorenzo, a San Vito al Tagliamento. Per molti anni De Marco ha girato l’Europa a fotografare, prima che la loro esistenza venisse meno, le sembianze di coloro che durante la seconda guerra mondiale resistettero al nazifascismo. Uomini e donne che non sono stati a guardare, “padri” positivi allora con l’azione, oggi con l’esempio che hanno lasciato.
Tra le mostre, anche le personali dello scultore e incisore Paolo Figar (a settembre a Cordenons) e le pitture di Paolo Del Giudice a ottobre nell’Abbazia di Sesto al Reghena. Non mancheranno ulteriori appuntamenti musicali, nonché le esibizioni nate dalla collaborazione con il Conservatorio di Udine che si preciserà quest’anno in una serie di appuntamenti concertistici dedicati ai compositori americani e inglesi, The Lord Prayer, che si dipaneranno tra agosto e dicembre.
E ancora le due visite guidate (Aquileia e a Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco) e quattro dibattiti di approfondimento storico dedicati al periodo del Patriarcato di Aquileia, nonché diversi laboratori (tra cui tre dedicati ai bambini che prevedono anche la stampa 3d di scenari che ricreano il periodo storico) e quelli realizzati a scuola con sei illustratrici che proporranno dialoghi tra musica, animazione espressiva e illustrazione, ovvero Paola Franceschini, Federica Pagnucco, Marta Lorenzon, Alessandra Cimatoribus, Glenda Sburelin, e la mostra di opere illustrate di Sarolta Szulyovszky.

Odhecaton Ensemble. (La foto è di @Fabio Fiandrini)

A sostegno del Festival un ampio team di istituzioni: capofila l’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e inoltre PromoturismoFVG, Fondazione Friuli, BCC Pordenonese e Monsile con il supporto della Diocesi Concordia Pordenone. Di particolare soddisfazione la concessione dell’Art Bonus, il riconoscimento istituito dalla Regione FVG per incentivare le erogazioni liberali delle imprese verso le realtà culturali del territorio, attraverso la concessione di contributi regionali in forma di credito d’imposta (40%) a favore dei soggetti che finanziano progetti di promozione e organizzazione di attività culturali e di valorizzazione del patrimonio culturale. In questa prospettiva, il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone potrà beneficiare di un abbinamento con DFORM THEKE, l’azienda di Pasiano che si occupa della produzione di allestimenti per musei, mostre, percorsi e spazi espositivi.

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In copertina, Simone Cristicchi con padre Otac Benedikt.

 

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